Nota su Centri di Revisione e attuazione Direttiva

Nota su Centri di Revisione e attuazione Direttiva

[Scarica in PDF] – Come ormai noto da tempo il Ministero dei Trasporti e gli uffici della Motorizzazione sono in una fase di stallo, che vede cambiamenti di dirigenziali e di competenze che, di fatto, molto probabilmente produrranno forti ritardi sull’applicazione della direttiva, che doveva produrre i suoi primi effetti a partire da maggio 2018. Secondo, ma non meno importante, il recepimento e le modalità attuative della direttiva comunitaria. Dagli incontri informali che ci sono stati nei primi mesi del 2018 sappiamo che: la Motorizzazione sta operando prevalentemente su due fronti:

• quale percorso formativo per i RT dei centri
• controlli e repressione delle anomalie attraverso la piattaforma informatica.

Sulla Formazione si sta lavorando ad un percorso strutturato che tenga conto delle competenze individuate nella direttiva che sicuramente porterà ad un innalzamento del numero delle ore. Per ora l’unica cosa certa è che 40 ore non saranno più sufficienti. Sarà, in ogni caso, necessario contemperare quanto previsto dalla direttiva e la legislazione vigente, Codice della Strada e Regolamento attuativo, art. 240. Ci sarà una distinzione tra la formazione necessaria all’accesso alla figura professionale, e quella di aggiornamento per i RT già in attività. Poiché sui titoli di studio non si può intervenire senza una modifica normativa, è necessario potenziare il livello formativo. Sul tema della terzietà, il Ministero ha espressamente detto che può essere garantita attraverso una maggiore attenzione alle dotazioni tecniche, controlli sull’operato dei centri e alta formazione. Rispetto alla tempistica, va assolutamente ricordato che si tratta del recepimento di una Direttiva e non un Regolamento che a differenza della prima produce un effetto obbligatorio immediato. Fino a quando i decreti attuativi della Direttiva non
saranno emanati, vigono le norme vigenti per cui chi vorrà formarsi e diventare RT a partire dal 21 maggio, in mancanza dei decreti di attuazione, lo farà con le vecchie regole che dovranno continuare ad essere applicate. Qualunque comunicazione contraria a questa è illegittima!

Detto questo, bisogna aggiungere che la Formazione è una materia di competenza delle Regioni per cui una volta che il Ministero avrà definito un percorso, bisognerà passare per la Conferenza Stato-Regioni che produrrà un accordo vincolante per tutte le regioni.

Sui controlli finalmente si sta procedendo all’individuazione delle anomalie grazie alle informazioni codificate dalle procedure + foto, acquisite dalla piattaforma e alle discrepanze che il confronto dei dati spesso fa emergere. Il Ministero ha sottolineato che finalmente il Net2 sta trovando una sua funzione applicativa.

La figura del RT/Ispettore non potrà nei fatti subire grandi stravolgimenti. Su questo fronte si tratta di definire un percorso di formazione qualificato e qualificante, ma il RT rimane in ogni caso inquadrato nell’ambito della L.122/92, la legge di riferimento per i centri di revisione. Il Ministero ha dichiarato che la terzietà prevista dalla direttiva non è una disposizione cogente, c’è bisogno di tempo per capire come procedere. L’unica scelta possibile, al momento, per ottemperare a quanto scritto e recepito nella direttiva, è la separazione tra RT dell’officina e RT centro di revisione, ma ci sarà un tempo tecnico di valutazione preliminare e attuazione. Non ci sarà alcun obbligo di laurea, qualunque notizia giornalistica che afferma il contrario è falsa! Il percorso che prevede una laurea esisteva già e continuerà ad esistere e molto probabilmente continuerà ad essere ignorato. Continueranno ad esserci gli ispettori/Responsabili tecnici diplomati che dovranno fare un percorso formativo più lungo di quello attuale di cui al momento non si sa nulla di certo e dare numeri è come parlare di aria fritta

Controlli metrologici, si sta lavorando per individuare criteri e modalità affinché i controlli sulla tarature della attrezzature vengano fatti in regime di terzietà. Il Ministero ha ribadito che ha interesse ad evitare il rischio che i costruttori possano approfittare della loro posizione dominante.

Capacità finanziaria. Il Ministero concorda sulla possibilità di una rivisitazione del criterio. Bisogna capire se l’obbligo della capacità finanziaria è nato in funzione del precedente regime di concessione. Se così fosse, poiché oggi i centri nascono su autorizzazione, ci potrebbe essere una deregolamentazione. Il Ministero si è preso l’impegno ad un approfondimento di merito per valutare la possibilità di modifiche, dopo l’insediamento del nuovo governo. In alternativa, poiché la legge non prevede l’obbligo di una fideiussione, si potrebbe optare per una chiarimento da parte del Ministero sulla corretta interpretazione della norma, in merito ai tempi di validità della stessa, l’importo e il fatto che sia sufficiente una certificazione della banca.

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