Manutenzione degli impianti di condizionamento dei veicoli: con l’approssimarsi dell’estate si rischia la paralisi

Manutenzione degli impianti di condizionamento dei veicoli: con l’approssimarsi dell’estate si rischia la paralisi

Il fatto è che questa operazione che disciplina le modalità di attuazione del citato Regolamento Europeo avviene – per così dire – all’italiana. Intanto si fanno passare invano oltre 6 anni e per non pagare multe salate per infrazione comunitaria (procedimento UE già pronto per scattare) si corre in fretta e furia ai ripari emanando il DPR 43/2012 che, nel caso specifico degli autoriparatori, aggiunge inutili balzelli amministrativi e oneri economici a carico di imprese che già svolgevano da anni il lavoro che – non si sa il perché – oggi dovrebbero “attestare”. Gli operatori degli impianti di aria condizionata e le imprese dove questi lavorano, con l’entrata in vigore del DPR 43/2012, devono iscriversi a un registro telematico (gestito dalle Camere di Commercio) che esiste solo ed esclusivamente in Italia e in nessun altro Paese europeo. Allora la domanda sorge spontanea: perché istituirlo? Inoltre, dopo l’iscrizione, gli addetti non possono più operare se non conseguono l’attestato attraverso un corso obbligatorio di 8 ore (per imparare cosa?). Oltre al danno, la beffa: in questo modo l’attività di manutenzione/riparazione degli impianti di aria condizionata rischia di essere bloccata perché ci vorranno molti mesi per “mettere in regola” decine di migliaia di addetti e di imprese che svolgono questa attività. TUTTI questi balzelli, amministrativi e non, rappresentano dei costi economici impegnativi che le imprese di autoriparazione dovrebbero sopportare in un momento di acuta recessione (- 30% di fatturato, domanda in calo vertiginoso e mancanza di liquidità) che già preoccupa in maniera grave tutto questo sistema rappresentato da 85.000 imprese che danno lavoro a oltre 300.000 addetti. Per tutte queste ragioni CNA/AUTORIPARAZIONE ha chiesto al Ministero dell’Ambiente, in maniera netta e argomentata, che l’attività degli autoriparatori (di cui alla legge 122/92) – che da sempre operano nel campo della manutenzione e riparazione degli impianti di aria condizionata degli autoveicoli – sia esentata dagli obblighi di cui al DPR 43/2012. La qualificazione necessaria per intervenire su detti impianti è già un dato acquisito per questi operatori, inoltre le apparecchiature con cui eseguono questi lavori operano già oggettivamente in “totale sicurezza”, per cui questo obbligo è vissuto giustamente dalla categoria come una tassa ingiustificata su un’attività che già svolgono con competenza e che qualificano in maniera permanente, seguendo la normale evoluzione tecnologica dei prodotti. CNA/AUTORIPARAZIONE, su questa vicenda che auspica finisca al più presto con l’accoglimento della sua richiesta, ne trae una valutazione politica che sicuramente non è positiva per il nostro Paese: da troppo tempo ormai è sempre più difficile comprendere e accettare il comportamento della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese in generale e delle PMI e micro-imprese in particolare. Invece di semplificare e alleggerire la vita di queste imprese (struttura portante della nostra economia) spesso la PA assume iniziative che di fatto bloccano la loro attività o la rendono più complicata e onerosa, senza oggettive motivazioni.

 

 

Downsizing, la quadratura del cerchio!

Ci dispiace, i commenti sono chiusi per questo articolo.


CNA Gruppo Servizi Nazionale Srl
Piazza Mariano Armellini, 9A – 00162 Roma
P.Iva 11060761001

Powered by
SIXTEMA spa